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    Interventi » LAVORO E SVILUPPO
     

    il lavoro deve uscire dalle logiche del corporativismo e del sindacalismo per sviluppare un tessuto imprenditoriale competitivo e vincere la battaglia dello sviluppo dell’uomo e della società . Attivazione di tutte le risorse disponibili per lo sviluppo di nuove imprese, con particolare riguardo alla piccola e media, e il consolidamento delle esistenti. Privatizzazione delle municipalizzate e vendita del patrimonio immobiliare per finanziare gli investimenti finalizzati alla creazione di nuovi posti di lavoro. Maggiore flessibilità contrattuale legata ai risultati aziendali; favorire la mobilità introducendo, per via contrattuale, i premi di produttività e la partecipazione dei lavoratori ai risultati d’impresa. Liberalizzazione dell’apprendistato e ampliamento dei contratti di formazione lavoro (contratti a termine, lavoro a tempo parziale, lavoro interinale). Politica di formazione e aggiornamento professionale, aprendo questo mercato anche ai privati per costituire i cosiddetti “incubatori giovani”. Deduzione fiscale delle spese di chi finanzia nuove attività per i propri figli, per sostenere lo sviluppo della cosiddetta FAMILY-business, condizione fondante del sistema emiliano, ed essenziale nella creazione della filiera produttiva per la costruzione dei distretti industriali. Credito di imposta per ogni nuovo assunto per almeno tre anni nelle aree più deboli. De - contribuzione totale nelle aree deboli, per tre anni, per le piccole imprese e per gli autonomi che presentano piani di sviluppo, di riconversione, di investimento, di salvaguardia dei posti di lavoro. Orario flessibile, non per legge, ma in base alle esigenze delle varie imprese in accordo con i dipendenti. Sostegno alla ricerca trasferibile, seme dell’innovazione, ad uso delle piccole e medie industrie. Incentivazione della cultura della capitalizzazione, incanalando le risorse del risparmio in fondi di capitali finanziatori della piccola impresa e non più al ripianamento del debito pubblico; la Borsa non più come momento speculativo, ma investimento nello sviluppo di nuova ricchezza.

     
     

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