I cittadini hanno il diritto, costituzionalmente protetto, di chiedere una Pubblica Amministrazione imparziale, efficiente e capace. I tempi burocratici rappresentano “costi” per il cittadino e la collettività. I “costi” dell’inefficienza della Pubblica Amministrazione incidono sull’economia generale e costituiscono un vero e proprio onere per il sistema produttivo. Nell’ambito delle riforme dello Stato, si pone fortemente l’esigenza di una revisione e rafforzamento del sistema delle Autonomie locali con l’obiettivo di accrescere la capacità di servire più efficacemente i propri amministrati e nel modo economicamente più efficiente possibile. E’ assolutamente necessario un effettivo decentramento della sfera fiscale e la gestione delle finanze (Federalismo fiscale). Ciascun Ente locale deve poter disporre il regime delle entrate e delle spese commisurandole alle risorse del territorio, contemperando questi principi con le esigenze di solidarietà nei confronti delle zone meno prospere. Assolutamente necessaria la separazione dei ruoli tra il politico che propone e il tecnico che verifica le legittimità e le condizioni di fattibilità. Tendenza alla privatizzazione delle aziende pubbliche, onde introdurre nuova linfa nel mercato del lavoro attraverso gli investimenti ed elementi di concorrenza. Rendere funzionali e capaci di risposte efficaci gli uffici pubblici introducendo incentivi alla produttività, standard di qualità dei servizi, diritto dell’utente di rivalersi in caso di inefficienze. Valorizzazione della categoria dei Quadri nel pubblico impiego quale importante strumento di efficienza dell’intero sistema gestionale. Istituzione dell’Osservatorio sugli sprechi, abusi e corruzione con compiti di monitoraggio e controllo. Costituzione di “GRUPPI DI ASCOLTO”. Combattere la formazione dei residui passivi di bilancio quale grave sintomo di inefficienza. |
|
|