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    Articoli » CRISTIANESIMO E ISLAM
     

    Il Cristianesimo insegna che un Dio misericordioso chiede agli uomini di essere misericordiosi verso tutti, oltre ogni confine di famiglia o appartenenza etnica. Il ‘900 è il secolo del più grande macello di cristiani: in duemila anni sono stati calcolati 70 milioni di cristiani uccisi per la loro fede, ben 45 milioni ( 65%) sono martiri del XX secolo. E’ impressionante l’indifferenza con cui si accettano discriminazioni, persecuzioni, violenze e morte inflitte alle popolazioni cristiane che sono normalmente pacifiche, solidali, refrattarie alla violenza. Ricordiamo qui il genocidio degli Armeni (cristiani) perpetrato con ferocia inaudita dal regime turco: 1.500.000 vittime, 2.000.000 di deportati, migliaia di convertiti a forza all’Islam. Curiosamente, soltanto nel nel 1987 la Comunità europea ha riconosciuto questo genocidio. Il caso più terrificante è la Spagna degli anni trenta: in pochi mesi furono ammazzati 13 vescovi, 4184 preti e seminaristi, 2365 religiosi, 283 suore e un numero incalcolabile (ma si tratta di migliaia) di cristiani laici. Scriveva Albert Einstein nel dicembre ’40 su Time magazine: “ essendo un amante della libertà, quando avvenne la rivoluzione in Germania (l’avvento di Hitler) guardai con fiducia alle università sapendo che queste si erano sempre vantate della loro devozione alla causa della vrità. Ma le università vennero zittite. Allora guardai ai grandi editori dei quotidiani che in ardenti editoriali proclamavano il loro amore per la libertà. Ma anche loro, come le università, vennero ridotti al silenzio, soffocati nell’arco di poche settimane. Soltanto la Chiesa si oppose pienamente alla campagna di Hitler mirante a sopprimere la verità. Non avevo mai avuto un interesse particolare per la Chiesa, ma ora sento per essa un grande amore e ammirazione, perché soltanto la chiesa ha avuto il coraggio e la perseveranza di difendere la libertà intellettuale e la libertà morale. Devo confessare che ciò che prima avevo disprezzato, ora lodo incondizionatamente”. L’Islam non è solo una religione, ma una “totalità socio – politica, culturale e religiosa” e per questo “può facilmente scivolare verso il totalitarismo”. Sei degli otto regimi più repressivi del mondo sono paesi islamici (Afghanistan talebano, Arabia Saudita, Iraq, Libia, Somalia e Sudan). Il 14 settembre ’98 Magdi Allam intervista a Londra lo sceicco Omar Bakri che dopo aver ricordato l’islamizzazione di Costantinopoli, capitale della cristianità, oggi diventata Istanbul, aggiunge: “ora toccherà a Roma, nessun musulmano dubita che l’Italia sarà islamizzata e che la bandiera dell’islam sventolerà su Roma”. Per gli islamici l’unica verità e fine è la conquista del mondo! Disse un autorevole esponente islamico a monsignor Bernardini, arcivescovo di Smirne in Turchia durante un incontro ufficiale sul dialogo islamo - cristiano: “grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo…grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo”. Il “dominio” è già cominciato con i petrodollari usati non per creare lavoro nei paesi poveri del Nord Africa o in Medio Oriente, ma per costruire moschee e centri culturali nei paesi cristiani d’immigrazione islamica, compresa Roma, centro della cristianità. Dice il premio Nobel per la letteratura 2001, l’anglo indiano Vidiadhar Naipaul: “la guerra religiosa è alla base dell’Islam” (Corriere della sera, 7 dicembre 2001). La Chiesa è spesso l’unica a dare concreta solidarietà e accoglienza a chiunque, a prescindere dal credo religioso e difendendo i fondamentali diritti dell’uomo. I cristiani sanno che il contatto con genti e culture diverse può rappresentare un prezioso contagio di libertà anche per quei popoli che hanno conosciuto solo regimi illiberali. E’ necessario che principi come eguaglianza fra uomo e donna o la separazione tra religione e politica siano accettati da chi viene a vivere qui, insieme alla rinuncia a ogni costrizione e violenza motivata dalla religione. E’ decisivo che la multiculturalità non sia intesa come rinuncia alla propria storia e alla propria identità, secondo un conformismo politically correct alla fine suicida. Il cardinale Ratzinger nota in un suo saggio come, sui mass media occidentali, al cristianesimo venga perlopiù riservato un atteggiamento sprezzante e infamante, diversamente dalle altre religioni che è politically correct rispettare. Chiudere le scuole per il Ramadan come è stato fatto in Italia e come, peraltro, non viene fatto neppure nei paesi islamici, mentre ci si premura di togliere i crocifissi dalle stesse scuole per un malinteso rispetto del bambino musulmano (senza che nessuno degli interessati l’abbia chiesto) e mentre si ha cura di festeggiare il Natale negli asili senza menzionare mai Gesù, oltre a essere discriminatorio è culturalmente suicida (Amir Taheri, ex direttore del più importante quotidiano di Teheran “Kayan” prima di andarsene all’avvento di Komeini). Troppo spesso la vigliaccheria, la stupidità e l’idiozia si travestono nella tolleranza…chi si converte all’Islam diventa una celebrità, chi si converte al Cristianesimo deve spesso cambiare città o Stato per evitare problemi. Ma non per questo la Chiesa deve rinunciare alla sua Missione; sarebbe assurdo che, con tanti regimi che già proibiscono la conversione al cristianesimo aggiungessimo una specie di auto-proibizionismo anche nei paesi liberi. “Molti nostri fratelli di fede hanno incontrato una morte violenta” disse il Cardinal Biffi la notte del 31 dicembre 2001, con nessun’altra colpa che di essere cristiani…è una globalizzazione dell’intolleranza e dell’odio contro la quale non si è levata da noi alcuna protesta e non è sfilato per le nostre strade nessun corteo. E’ un richiamo a quel mondo cattolico che marcia con i no global e in nome del terzomondismo e di un equivoco ecumenismo si trova spesso a “dialogare” con i despoti ed i persecutori anziché difendere o almeno ricordare i cristiani che in quei paesi sono i più oppressi e umiliati. “Il cristiano non deve aver paura di niente e di nessuno se non della propria insipienza, della sua strana propensione alla resa, della sua assurda disponibilità a sacrificare al dialogo e all’accoglienza ogni manifestazione e ogni senso della sua identità”. (Biffi) Anche un intellettuale ebreo come Michael Horowitz ha denunciato l’indifferenza dei media occidentali e del nostro mondo cattolico di fronte a questa tragedia:” oggi, le comunità cristiane minoritarie sono diventate il bersaglio prediletto del radicalismo islamico e dei rimanenti regimi comunisti, dove i cristiani vengono demonizzati e caricaturizzati attraverso campagne populiste di odio e di terrore”. E ancora:”il silenzio e l’indifferenza delle èlites occidentali di fronte alle aggressioni violente, ai saccheggi, alle torture, agli arresti, alle riduzioni in schiavitù, alle uccisioni e alle crocifissioni delle sempre più vulnerabili comunità cristiane ancor più fa fremere le mie ossa e il mio istinto di ebreo…questi cristiani sono persone il cui attuale destino può facilmente diventare il nostro se noi restiamo indifferenti alla loro sorte”. Vincolo etico, un patto contro chi uccide nel nome di Dio, reciprocità religiosa per chiedere il rispetto dei più elementari diritti umani e religiosi che nei paesi islamici sono negati o coartati. Questa la strada da intraprendere come più volte detto dal Papa, da Ruini, da Paolo Mieli, dal Cardinal Sodano. “Qualche tempo fa, la Corte Suprema sudanese ha stabilito che la crocifissione degli apostati, cioè di persone che erano musulmane praticanti e che si sono convertite al cristianesimo, è costituzionale. E questo (sudanese) è lo stato che ha rimpiazzato quello statunitense nella Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite” Peter Hammond, direttore di frontline Fellowship, intervistato da WorldNetDaily, 27 maggio 2001. E’ incredibile come possa essere eletto membro della commissione dei diritti umani delle Nazioni Unite proprio il Sudan (insieme a campioni di libertà come Cina, Cuba, Libia e Vietnam), mentre gli stati Uniti vengono esclusi per la prima volta in 50 anni, da quando cioè proprio il governo di Washington aveva voluto l’istituzione della Commissione…il 2001 si è aperto per il Sudan con l’allarme lanciato dal programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite che il 12 gennaio parla di 900 mila persone, al sud, in pericolo di vita per mancanza di cibo e acqua. L’associazione medica Amref aggiunge un altro drammatico elemento: nel Sud vi sono solo 10 medici (4 dottori generici, 2 dentisti, 3 oculisti e 1 tecnico di laboratorio) per 3 milioni di abitanti. In aprile l’agenzia umanitaria dell’Onu (PAM) dirotta sul Sudan aiuti d’emergenza perché ben 3 milioni di persone sono al limite della sopravvivenza. Le esportazioni di petrolio iniziate nel 1999 portano nelle casse del regime circa 400 milioni di dollari l’anno, ma questi capitali non vengono usati per soccorrere la popolazione dal punto di vista alimentare e medico: servono a finanziare la Jihad, la “guerra santa” che fa stragi di cristiani al sud e per terrorizzare quelle popolazioni e costringerle a fuggire dalle loro terre, dimostrando così che il petrolio è un mezzo e l’islamizzazione lo scopo. Come è possibile ignorare la guerra più lunga del XX secolo, nel paese più grande dell’Africa, con quell’enorme numero di vittime? Dice Peter Hammond:”Credo si tratti della classica mentalità da ABC, “Anithing But Christianity”, tutto fuorché il cristianesimo. Sembra che quando le vittime sono cristiani, i media laici non sappiano fare altro che riscoprire il proprio inveterato pregiudizio e semplicemente non ne raccontano le storie”. Uno degli episodi della vita di Maometto su cui molti testi glissano allegramente è la sorte toccata agli ebrei di Medina. La tribù ebraica medinese dei Quraiza, ultima rimasta in città, fu massacrata a freddo: ci vollero molte ore per sgozzare uno per uno 800 maschi e gettarli in un’enorme fossa scavata nel mercato di Medina. Le loro donne e i loro bambini furono venduti come schiavi e i loror beni spartiti. Un grande arabista italiano, Francesco Gabrieli, scrisse:”Questo inutile bagno di sangue resta come la più perturbante macchia nella carriera religiosa del profeta. E’ anche da quell’episodio che conseguì che chi, allora e poi, sparse sangue umano per la causa dell’Islam, non agì affatto contro lo spirito di Maometto; mentre chi lo sparse in nome della fede cristiana ha sempre agito contro lo spirito di Gesù”. Anche Max Horkheimer coglie questo aspetto decisivo:”Il concetto di Dio del profeta non è mai stato contraddetto dalle spedizioni militari, dalle conversioni forzate,dallo sterminio dei nemici” mentre invece “per commettere i suoi delitti la cristianità dovette ricorrere all’interpretazione paradossale, alla perversione della dottrina a cui si richiamava”…Insomma dovette tradire Cristo e alla fine ha sempre dovuto riconoscere le sue colpe. Il Cardinal Ratzinger più volte ha sviluppato l’idea che il cristianesimo sia entrato nel mondo come il vero “illuminismo” che dissolve le nebbie della superstizione, la pretesa divina del potere e la pretesa sacralità della violenza religiosa. Non a caso nella Roma antica il cristianesimo fu accusato di “ateismo” perché “non voleva essere una religione fra le altre, ma la vittoria dell’intelligenza sul mondo delle religioni”. Oggi i Cristiani si sentono spesso mendicanti ai margini di un tempo e di un mondo che appare estraneo, indifferente e distratto: succede sempre quando perdiamo di vista la presenza del Signore. La Chiesa, storicamente, ha plasmato l’Europa. Molto più dell’Illuminismo che è arrivato 1700 anni dopo. La Chiesa ha dato un contributo formidabile per formare gli stessi principi su cui si fonda lo stato laico. Laicità non vuol dire agnosticismo (inconoscibile ciò che non è provato sperimentalmente). La Libertà, l’uguaglianza delle persone, il rispetto della dignità sono di matrice cristiana. Le dichiarazioni dei diritti dell’uomo si fondano su valori cristiani. Certamente la mancanza di coerenza degli uomini e delle donne di chiesa tra proclami e testimonianza di vita è la più grande debolezza della chiesa stessa. Gandhi diceva: “Cristo mi affascina, i cristiani mi scandalizzano”!…i preti pedofili, anche se esigua minoranza, sono un fatto dirompente: un prete prima di tutto deve essere educatore! Don Bosco, che lavorava nelle carceri giovanili, diceva che in ciascun giovane , anche in quello che sembra più pervertito, c’è un punto sensibile al bene: tocca ai genitori e agli educatori far vibrare questo punto e trarne risorse insospettabili. La nostra identità cristiana deve farci riconoscer negli altri l’immagine di Dio. Il Cristianesimo è stato la matrice di tutte le culture e di tutti i popoli europei. Bisogna fare memoria delle eredità culturali che hanno formato le nostre nazioni. Non si può ignorare questa dimensione della nostra storia. L’Europa cristiana preesiste alle costruzioni politiche esistenti. L’Europa potrà riunificarsi solo se riconoscerà i propri valori cristiani. Dalla storia delle nazioni europee è nato lo stato di diritto, al servizio del bene comune delle persone e della loro dignità individuale: valori cristiani e oggi universali. Così la scienza e la tecnica, la scoperta del mondo e della specie umana, la democrazia e la giustizia sociale sono fondamentalmente legate all’eredità della Bibbia e della fede: il Cristianesimo e i suoi frutti sono destinati a tutti gli uomini. Il compito specifico dell’Europa per l’avvenire dell’umanità è di mettere i diritti fondamentali della persona umana al riparo dall’arbitrio e dalle tirannie. Quale carta o convenzione tra gli uomini potrà garantirli? Quale amore li renderà assoluti? Il Cristianesimo non è una ideologia ma un incontro personale con Cristo. Per questo si tratta dell’alleanza che lega al loro creatore gli uomini a immagine e somiglianza di Dio. Diritti inalienabili perché donati da Dio agli uomini.

     
     

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