Il vero obiettivo della solidarietà prevede il riconoscimento dell’altro, a prescindere dal suo colore, dalla sua religione, lingua, stato fisico e mentale…questa è la caratteristica della solidarietà: riconoscere l’altro come soggetto con gli stessi diritti e doveri di vivere e ricercare la propria felicità. Sta qui la differenza tra l’altruismo caritatevole e la reciprocità, tra l’elemosina ed il coinvolgimento. In questo senso si può affermare che l’esercizio quotidiano della solidarietà diventa metodo e strumento perché sia garantita a tutti i cittadini la possibilità di partecipare e decidere. In questo senso il volontariato è chiamato a fare scelte coraggiose per affermare la dignità e i diritti di tutti i cittadini, a partire dalle scelte di politica sociale. In questo senso la legalità sarà raggiunta quando anche le persone più estranee alla società si sentiranno coinvolte nella costruzione di una società civile più a misura d’uomo e di una società politica meno separata dalle istanze della comunità. Le motivazioni di ogni singolo volontario o di ogni singola associazione, non sono sufficienti per organizzare azioni sociali e positive: occorre che siano sostenute da un progetto, attraverso il quale le motivazioni prendono forma. E’ attraverso un progetto che il volontariato si fa portatore di idee di cambiamento nella propria realtà in genere ed in particolare nelle situazioni di disagio, di isolamento e di esclusione sociale. L’obiettivo principale del volontariato non è quello di fare “qualche cosa” per i poveri, quanto quello di aiutarci tutti quanti a recuperare una condizione di vera uguaglianza, autonomia, soddisfazione dei bisogni primari e quindi di una vera partecipazione generale alla promozione del bene comune e questo avviene solo se si supera la mentalità ed il limite del singolo gruppo e del singolo problema. E’ necessario costruire percorsi condivisi cercando obiettivi comuni tra volontariato e terzo settore, per trovare insieme soluzioni e risposte. E’ necessario attivare canali di comunicazione con tutti i cittadini, con le organizzazioni esterne al volontariato, con tutti coloro che non conoscono i volontari e la solidarietà. E’ necessario creare rapporti e relazioni con i cittadini e le altre organizzazioni sociali, per rafforzare il nostro ruolo politico che può e deve incidere sull’agenda degli amministratori in nome dei bisogni sociali nuovi e vecchi che ci stimolano a fare volontariato. Questa partecipazione alla vita sociale, politica e amministrativa delle città stimolerà sempre più anche gli enti locali ad agire per programmi, progetti, obiettivi strettamente legati ai bisogni delle comunità e non per norme, regolamenti e procedure. |
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