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    Articoli » P" - MITROKIN
     

    All’inizio degli anni ’80, scoppiò lo scandalo della P2, e il Presidente del Consiglio Forlani , non esitò a convocare i giornalisti e a consegnare loro l’elenco completo degli iscritti alla loggia segreta. Centinaia di persone, sul conto delle quali non fu poi trovato nulla , né reati né scorrettezze, furono diffamate; parecchie costrette a lasciare il posto di lavoro, per esempio Franco Di Bella (dirigeva il Corriere della Sera) e Roberto Ciuni ( eccellente direttore del Mattino). Nell’occasione fu sancita la disoccupazione preventiva, ossia: prima ti punisco con il licenziamento, poi svolgiamo una bella inchiesta e se risulti innocente o estraneo, peggio per te, quel che è fatto è fatto. I paladini della questione morale, i comunisti, avevano questa visione del diritto. Al termine di processi, ricorsi e appelli, la magistratura assolse tutti in blocco affermando addirittura che la P2 non era segreta….Scusate, abbiamo scherzato. I piduisti non vennero indennizzati. Dieci anni dopo, stesso film con protagonisti diversi: toccò ai gladiatori essere messi alla berlina. Nel giro di pochi giorni si riuscì ad avere sottobanco un primo elenco che fu pubblicato sull’Europeo. Accadde il finimondo. Gli iscritti a Gladio subirono un processo in piazza, la stampa do sinistra (cioè quasi tutta) li tacciò di golpismo. Invece erano soltanto anticomunisti. Piduisti e gladiatori si possono ricoprire di fango e chi non contribuisce a buttargliene addosso è loro complice. Le spie rosse poverine vanno tutelate, guai a privarle dell’anonimato. Miracolo, i progressisti sono diventati garantisti, era ora ! NO, sono garantisti solo con i compagni…gli altri, gli avversari, vanno colpiti! Si noti che le spie lavoravano (o lavorano?) per un Paese nemico, quale era l’URSS: un reato gravissimo che in tempo di pace viene condannato con dieci anni di galera. Negli anni 60-70-80 fior di intellettuali andavano in gita premio in Unione Sovietica e in Cina. Di ritorno scrivevano preziosi saggi per raccontarci quanto fossero avanti i Paesi Socialisti e indietro i nostri impastati di volgare capitalismo. Magistrale a tal senso un reportage di Moravia: c’era da sentirsi un verme a non avere la tessera del PCI in tasca. Nelle discussioni pubbliche, chi osava dubitare della superiorità comunista era considerato un ignorante o un provocatore. Lo stile dei compagni è immutato. Cossutta ha raccontato dei pericoli corsi dalla democrazia italiana negli anni ’60 per il “ rumore di sciabole “ e il piano “Solo” del generale De Lorenzo…pericoli ha detto, scongiurati dalla vigilanza democratica del Pci. Il piano “Solo” è del ’64. Perché allora nel ’66 il Pci sponsorizzò e ottenne con una campagna di stampa dell’Unità, ordinata dalla direzione del partito, la candidatura di De Lorenzo come Capo di Stato Maggiore dell’Esercito?

     
     

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