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    Articoli » MERITOCRAZIA
     

    Avere il coraggio di premiare, di difendere il merito, essere anche spietatamente meritocratici…questo è l’unico modo per restituire alla persona il suo valore individuale e sociale. Certo una società egoista come la nostra fa molta fatica a riconoscere le qualità degli altri. C’è una massima di Goethe che ci può aiutare: “l’unico modo per sopportare la grandezza di un altro è amarlo”. Qualunque forma di tolleranza, qualunque atto che intende reprimere hanno senso solo se viene premiato chi fa del bene, chi si comporta bene, chi ha merito. Chi può temere una società che premia i migliori?…solo coloro che galleggiano nella burocrazia amministrativa, coloro che vivono di egualitarismo sindacale, ma soprattutto coloro che dispongono di privilegi sapendo di non meritarli. Essere contro la meritocrazia non è più una strategia politica, ma è diventata una mentalità, la mentalità del buonismo e del piagnisteo, mentalità sindacale e assistenzialistica. Se non sappiamo premiare il merito, con quale criterio possiamo punire chi trasgredisce? La logica ormai predominante è il favorire l’ideologia, i favori, le amicizie alle capacità, e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Una civiltà tramonta se non si ha il coraggio di premiare qualità e talento, e se non si mette da parte il proprio egoismo che difende e protegge non riconoscendo coloro che tra noi sono meritevoli e migliori.

     
     

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