L’uomo non può aspettarsi la felicità dalla politica, dal potere…e il politico che promette la felicità è pericoloso. L’imbroglio delle “grandi parole” è esattamente il rischio che Joseph Ratzinger indicò in un memorabile discorso ai politici tedeschi:” la morale politica consiste precisamente nella resistenza alla seduzione delle grandi parole con cui si fa gioco dell’umanità, dell’uomo e delle sue possibilità”. Aspettarsi la felicità dalla politica è stato l’orrendo abbaglio del novecento, del secolo delle ideologie. Il “perfettismo” e “l’utopia”, come insegna il pensiero liberale, sono pericolosissimi. Perché la politica, come ogni realizzazione umana, è, per sua natura, imperfetta e comunque non è tutto per l’uomo. Diceva ancora Ratzinger:”…lo Stato non è la totalità dell’esistenza umana e non abbraccia tutta la speranza umana…Questo alleggerisce il peso all’uomo politico e gli apre la strada a una politica razionale”. Il Cristianesimo già duemila anni fa ha distrutto il mito dello Stato divino, il mito dello Stato paradiso e della società senza dominio o potere…al suo posto ha invece collocato il realismo della ragione. Anche oggi i cristiani devono liberare l’uomo dall’irrazionalità dei miti politici che sono il vero rischio del nostro tempo. Essere sobri e attuare ciò che è possibile e non reclamare con il cuore in fiamme l’impossibile. Solo la sinistra marxista pretende di far coincidere politica e felicità organizzando la felicità attraverso la politica e lo Stato, magari controllando il percorso dell’uomo dalla nascita alla morte! Ma la libertà non può essere consegnata né alla politica né all’economia e non si pretenda e non si prometta “mai” che sarà la politica da sola a salvare l’uomo. |
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